martedì 8 maggio 2012

INVOLUCRO E COMFORT INDOOR

Una questione a mio parere poco affrontata nell'ambito del comfort indoor è il ruolo che svolge la porzione interna dell'involucro edilizio.

Se infatti è ormai prassi parlare di involucri superisolati con bassa trasmittanza termica e subordinatamente di  involucri con buon comportamento estivo, esempio trasmittanza periodica, è poco comune sentire parlare di involucri atti a sfasare e smorzare le sollecitazioni termiche ed igrometriche provenienti dall'interno.
Cioè l'attenzione è posta molto alla funzione di isolamento dall'esterno tenendo poco conto quello che accade all'interno.
Ad esempio se in una camera da letto dopo 5-6  ore di utilizzo si crea una umidità relativa troppo elevata come nel caso del grafico sottostante, è interessante valutare se la superficie interna dell'involucro possa assorbire parte dell'umidità per restituirla quando non da più fastidio (ad esempio alla mattina dopo che gli utenti si sono svegliati e possono aprire le finestre).



In pratica c'è differenza ad avere un intonaco di calce, di cemento, di gesso, di argilla, pannelli di legno, di cartongesso etc?
Inoltre il calore emesso sia dai corpi scaldanti (termosifoni o altro) sia dai nostri corpi come interagisce con l'involucro?.
Ad esempio se si stacca il riscaldamento per quanto tempo continuo a percepire calore?, oppure se in una stanza entrano 10 persone la temperatura si alza di colpo?.
Queste sono domande che dal punto di vista del comfort incidono moltissimo, avere umidità in casa, magari con formazioni di muffe, è ad esempio spesso oggetto di contenziosi utente/impresa/progettista.
Inoltre una progettazione accurata dell'involucro interno porterebbe ad un giusto dimensionamento della parte impiantistica con relativo abbassamento dei costi...avere un comfort maggiore e in più risparmiare potrebbe essere una buona innovazione...., forse può essere una piccola via per uscire dal teatrino dell'innovazione.


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